Du français en Belgique

Oui, du français en Belgique, pourquoi pas?

Il n’y a pas que les Français qui le parlent!

 

Mi verrebbe voglia di dire…correva l’anno 1998 quando, appena trasferita al liceo di Carignano, mi trovai ad affiancare la collega di scienze e chimica in un progetto Comenius-LINGUA che era già stato approvato e di cui non sapevo nulla. Panico! Si trattava di lavorare su di un tema scientifico, l’acqua, ma in lingua francese con una scuola belga della regione wallone, l’Institut du Sacré-Coeur di Mons.

Le classi impegnate nel progetto di scambio erano due seconde linguistico, al loro secondo anno di francese, e le attività di accoglienza e di permanenza in Belgio sarebbero state ogni volta di 15 giorni . Insomma,gli ingredienti per gridare aiuto e darsi alla macchia c’erano tutti, considerato anche il fatto che ero appena arrivata, non conoscevo gli studenti, le mie conoscenze scientifiche non brillavano anche per via di una formazione classica…

E’ stata un’esperienza meravigliosa! Abbiamo trascorso insieme un mese: prima a Torino nel gennaio 1999 e poi ad aprile a Mons. I legami che si sono creati fra gli studenti e fra noi docenti sono stati così intensi che, ancor oggi, 13 anni più tardi, siamo ancora scuole partners per uno scambio linguistico che, tutti gli anni, ci vede lavorare su di un tema a base scientifica in francese.

Quell’anno abbiamo scoperto… l’acqua calda? No, la Disciplina Non Linguistica o la DNL come si dice adesso!

Personalmente, ho sempre ritenuto che gli scambi e le attività ad esso connesse acquisissero un plusvalore nel momento in cui si prende coscienza che le lingue sono uno strumento. Strumento di comunicazione fra le persone, strumento di ricerca e di applicazione di quanto appreso, strumento di confronto fra abitudini ed usi che chiamiamo civiltà e cultura.

Ou en français ou rien! Questo è stato, a mio avviso, il punto di forza dell’attività: il fatto che i ragazzi concentrandosi sullo studio della chimica e della biologia giungessero ad utilizzare la lingua con più disinvoltura, con più naturalezza perché si trattava allora e si tratta ancor oggi dell’unica possibilità di comunicare fra di loro. I ragazzi di Mons, infatti, non studiano l’italiano e questo che poteva sembrare un handicap, l’abbiamo trasformato in un punto di forza per motivare al francese.

Provare per credere!

Persino la chimica, che sempre vive un rapporto difficile con le classi del liceo linguistico, ha assunto un’aura diversa, allorchè studiare il cioccolato o la cucina molecolare, le energie rinnovabili o l’impatto ambientale dei Giochi Olimpici è diventato occasione di esperienze, visite, ricerche, attività di laboratorio, manipulations….

Questa è la didattica per competenze: imparare ad imparare ed imparare per saper fare.

 

A cura di Silvia Diegoli

I.I.S. “Norberto BOBBIO” di Carignano (TO)