Manuela VICO

Alliance française di Cuneo

 

Il francese  nelle scuole  di montagna

 

Origine del progetto

 

Il progetto “Il francese  nelle scuole  di montagna” è stato lanciato a titolo sperimentale nel giugno 2006 dalla Regione Piemonte, assessorato allo Sviluppo della Montagna insieme all’assessorato all’Istruzione e formazione professionale, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Alliance Française di Cuneo. Questa triplice collaborazione proseguita con successo nel tempo è stata sancita dalla firma di un protocollo di accordo che fa rientrare questa esperienza nelle azioni annualmente promosse dalla Regione Piemonte tramite le Comunità Montane.

L’intervento si inserisce nell’ambito dell’art. 48 della legge 16/99 ( Testo unico delle leggi sulla montagna) che prevede la realizzazione di iniziative volte al mantenimento dei servizi scolastici ed all’ampliamento dell’offerta formativa nei plessi scolastici localizzati in aree montane. Il provvedimento della Regione Piemonte e dell’Ufficio Scolastico Eegionale è nato da una richiesta specifica delle scuole dei territori transfrontalieri in seguito all’abolizione, nella scuola primaria, dello studio della seconda lingua comunitaria.

Per la nostra regione e, soprattutto, per molti dei territori di montagna il francese è lingua di prossimità, è la lingua utilizzata da sempre per ragioni storiche, economiche e sociali da comunità che hanno avuto, e che continuano ad avere, significativi rapporti con la Francia, in considerazione della concreta vicinanza geografica e culturale. Si concretizza così nelle scuole di montagna, nelle quali di solito ci si trova a dover   risolvere delle criticità, un progetto di eccellenza, di vero arricchimento dell'offerta formativa, che non solo consente lo studio della lingua nei territori legati per storia e vicinanza geografica alla Francia, ma lo fa  con insegnanti appositamente preparati.

 

Area geografica coinvolta

 

L’area geografica coinvolta nel progetto risulta essersi estesa di anno in anno fino a toccare cinque delle otto province piemontesi, attestandosi saldamente sulle zone periferiche del territorio da nord a sud, dal Monte Rosa agli Appennini. (All n. 1  area geografica occupata dalle Comunità Montane)

L’iniziativa è stata avviata, a livello sperimentale, nell’anno scolastico 2006/07. Il bilancio ampiamente positivo emerso da valutazioni da parte delle scuole e delle famiglie ha determinato la prosecuzione dell’iniziativa negli anni scolastici successivi. Il progetto è venuto così sempre più strutturandosi e consolidandosi allargando la partecipazione a un numero sempre maggiore di istituti scolastici. In effetti, il primo anno di prova  ha visto l’adesione di sole  sei Comunità Montane, di cui quattro nel torinese, Valle Pellice, Alta Valle Susa, Bassa Valle Susa e Valle Chisone e Germanasca, e due nel cuneese, la Valle Varaita e la Valle Gesso e Vermenagna, che hanno richiesto in totale undici stagiste di francese. Da sempre la Valle Pellice ne richiede tre e la Valle Chisone e Germanasca ne richiede due. Al momento attuale, a.s. 2008-2009, le Comunità Montane che hanno aderito al progetto sono diciotto, di cui cinque nella provincia di Torino, con l’adesione delle Valli di Lanzo che si è aggiunta alle precedenti. La provincia di  Vercelli partecipa con la Comunità Montana della Valsesia, come pure la provincia di Alessandria che aderisce al progetto con la  C.M. di Suol d’Aleramo Comuni delle Valli Orba, Erro e Bormida. Anche la Provincia di Biella usufruisce di questo servizio con la presenza di ben due Comunità Montane:  Prealpi Biellesi e la Valle di Mosso. Infine, la provincia di Cuneo è quella che ha dato maggior vigore all’iniziativa partecipando quest’anno con ben nove Comunità Montane, di cui sette nuove, Valle Stura, Maira, Grana, Po’, Bronda e Infernotto, Langa della Valli Belbo, Bormida e Uzzone e infine Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana al confine con la Liguria.

Importanza delle Comunità Montane nel progetto. Solo tre province con le relative C.M. non hanno finora aderito al “francese nelle scuole di montagna”, Asti, Verbania e Novara.

Il ruolo delle Comunità Montane  

Sul piano pratico le Comunità Montane hanno condiviso l’iniziativa occupandosi  della residenzialità degli stagisti, affitto di un mini appartamento o disponibilità di proprie residenze e convenzioni con ristoratori o supermercati per i generi di prima necessità. Infine anche l’organizzazione degli spostamenti in valle per raggiungere i diversi plessi, a volte a parecchi chilometri di distanza, è stato compito delle Comunità Montane. In taluni casi gli stagisti si sono serviti dei mezzi pubblici, in altri casi usufruivano del passaggio di docenti disponibili, in taluni casi piuttosto rari, utilizzavano mezzi della Comunità Montana o il mezzo proprio ricevendone un rimborso. Come si può constatare, l’organizzazione è estremamente complessa ed è solo grazie ad un monitoraggio puntiglioso, effettuato in precedenza dal referente dell’Assessorato allo Sviluppo della Montagna, e alla grande disponibilità delle Comunità e delle scuole che tutto ha potuto perfettamente funzionare fino ad oggi.  

L’iniziativa prende il via ogni anno, verso il mese di maggio o di giugno, con l’invio di una circolare trasmessa dall’assessorato regionale allo Sviluppo della Montagna a tutte le Comunità Montane della regione Piemonte chiedendo loro di entrare in contatto con le scuole primarie del territorio di appartenenza al fine di segnalare l’eventuale bisogno di una stagista da parte dei docenti. La procedura prevede l’identificazione della scuola e della classe con il numero di ore richieste per lo stage, normalmente una al massimo due per settimana per un totale di 10 settimane.  Il tutto viene vagliato e a volte si procede ad una rimodulazione delle ore richieste, inviando la richiesta agli istituti stessi perché rivedano la proprie richieste alla luce di un piano generale.

Il profilo degli stagisti

Una volta definite le esigenze del territorio inizia l’attività dell’Alliance française che ricerca giovani in possesso del Master 1 o del Master 2 in Fle presso le Università francesi o francofone. Il profilo degli stagisti è quello di un giovane specializzato nell’insegnamento nei confronti di un pubblico non francofono grazie alla propria formazione universitaria specifica, i corsi definiti “Français Langue Etrangère” (Fle). Inoltre a livello di Master 1 (laurea breve) o di Master 2 (specializzazione), gli studenti francesi si trovano nella necessità di ricercare uno stage che corrisponda al loro profilo. Pertanto il progetto e il corso di studi universitari, sotto questo aspetto, si integrano a meraviglia. Unica difficoltà sono talora le date, in quanto, dato che nel primo semestre è prevista la frequenza obbligatoria dei corsi, le università francesi hanno la tendenza a proporre lo stage da marzo in poi, mentre le scuole in Italia preferiscono affrontare la sperimentazione con lo stagista all’inizio dell’anno scolastico da ottobre a dicembre. Si è ovviato a tale scarto temporale consentendo agli stagisti e alle scuole di prevedere l’iniziativa a tempi diversi nel rispetto delle singole esigenze.

La formazione

 

Evidentemente un progetto così articolato, malgrado la buona preparazione riscontrata in partenza da parte degli stagisti, prevede un breve periodo di formazione che comprende anche un’informazione precisa sulla valle e scuole di destinazione oltre a informazioni di tipo pratico, ad esempio come convertire il proprio cellulare per mantenere il numero telefonico francese e acquisire nello stesso tempo il numero telefonico nella rete italiana. La formazione si svolge ogni anno, all’inizio dello stage, per una durata di due giorni circa, presso il Centro Congressi “Madonna dei Boschi” a Peveragno, nella piena quiete di un centro residenziale ai piedi della Bisalta a 15 Km circa da Cuneo. All’inizio di ottobre viene fissato il giorno e l’ora X, in cui tutti gli stagisti convergono con vari mezzi su Cuneo, si organizza inoltre una navetta che recupera gli stagisti alla stazione di Torino e all’aeroporto di Caselle, in alcuni casi all’aeroporto di Brescia, per i voli low cost. Nel pomeriggio avviene la sistemazione nelle camere e quindi l’aperitivo di benvenuto con un primo incontro di presentazione fra i membri del folto gruppo, tra i sedici e i venti ogni volta. L’indomani inizia la formazione vera a propria con docenti specializzati nell’insegnamento del francese precoce e con testimonianze di insegnamento in classe. La formazione comprende anche un momento collettivo di preparazione di attività ludico-ricreative su temi specifici sotto la guida di docenti esperti.

I materiali didattici

Viene inoltre dato agli stagisti il corposo dossier che si è venuto arricchendo con gli anni con una parte teorica-didattica, suggerimenti pratici, schede pronte da fotocopiare che rispettano rigorosamente la progressione didattica, la sitologia con tutti i siti principali che offrono documenti, giochi e idee da applicare in classe. Il dossier tiene conto nella progressione anche dei diversi livelli di preparazione degli studenti. Infatti in talune scuole è previsto l’insegnamento del francese a livello curricolare e quindi ci si trova di fronte a “faux débutants”, mentre in altre il francese è introdotto unicamente dallo stagista. Ci si trova quindi di fronte a situazioni nettamente variegate circa il livello di preparazione degli allievi. Per questo motivo il dossier pedagogico previsto dall’Alliance Française tiene conto di questa diversità di base e propone, pur sulle stesse tematiche, due livelli di preparazione diversi: “débutants” e “faux débutants”.   L’Alliance française ha inoltre comperato dei materiali specifici da distribuire agli stagisti secondo le richieste e il monitoraggio fatto in precedenza presso gli insegnanti. Ad esempio nella Valle Chisone e Germanasca Erika Gonzalez Navarro ha sviluppato fortemente il concetto del confronto fra più lingue e questo in perfetta armonia con il docente titolare. Infatti in questa valle si è proceduto nell’insegnamento delle lingue straniere mettendo a confronto il lessico quotidiano, i proverbi e le espressioni idiomatiche e infine anche i racconti tradizionali giungendo alla creazione di un piccolo dizionario ad uso classe per l’italiano, il francese, l’inglese e l’occitano. A questo proposito l’Alliance Française aveva fornito il metodo francese “Comparons nos langues”. Altre scuole hanno preferito seguire altre piste e per loro si è elaborato un percorso didattico personalizzato sui giochi dei bambini francesi utilizzando documenti autentici studiati per la scuola materna e primaria in Francia. Un'altra pista didattica con supporti DVD è stata elaborata sullo sport a partire dai giochi olimpici per giungere alla presentazione dei vari sport con indicazioni di applicazioni didattiche per imparare il francese anche durante la lezione di educazione fisica. In definitiva non si è trascurato nessun  momento dell’attività scolastica per proporre la lingua francese come strumento di espressione quotidiana.

Gli stagisti partono quindi ogni anno verso la valle di destinazione con i loro dossiers, CD e DVD per integrare il loro corso nei singoli plessi. Si lascia comunque alla loro creatività la possibilità di migliorare ed arricchire la documentazione fornita.

A tale proposito si organizza ogni anno a metà percorso, a circa metà novembre, un incontro a Torino per un confronto fra tutti gli stagisti impegnati nella sessione autunnale. In tale occasione si fa il punto della progressione didattica, dei problemi emersi, delle esigenze nuove. E’ sempre un momento molto stimolante di dibattito perché l’esperienza rappresenta sovente il contatto diretto fra la parte teorica studiata fino a quel momento e il pubblico vivo e reattivo della scuola primaria. Inoltre i giovani docenti sono fortemente motivati e quindi non tralasciano punti da approfondire, apportando talora critiche personali al sistema scolastico, alle metodologie e all’organizzazione. E’ in definitiva grazie a loro e al loro senso di responsabilità che il progetto si evolve tentando di migliorare ogni anno.   A conclusione dello stage in ogni scuola, non è il caso di dirlo, si organizzano feste dell’addio, bigliettini di saluto, anche questi rigorosamente in francese, e manifestazioni varie. Ai giovani stagisti infine verrà attribuito un attestato che comprova il periodo di stage trascorso nelle scuole.

Punti di forza del progetto

Il progetto ha dimostrato la sua vitalità e validità crescendo nel tempo, al punto che, al momento attuale, è quasi impossibile soddisfare tutte le richieste di stage, anche perché le scuole che ormai da anni usufruiscono del servizio desidererebbero che lo stage fosse prolungato per tutta la durata dell’anno scolastico, da ottobre a maggio, fatto che diventa insostenibile per l’amministrazione.

Primo elemento positivo è la forte curiosità che l’arrivo di una giovane docente francese determina nella classe: fioccano le domande, e siccome molte volte la conoscenza dell’italiano da parte della stagista è limitato, obbligatoriamente il francese è lingua di comunicazione e, data la loro forte volontà di sapere, i bambini si adattano presto a utilizzare questa lingua comunitaria. La novità determinata dall’entrata in classe di un francese in carne e ossa crea quindi le condizioni per una forte motivazione all’apprendimento linguistico.

Un secondo punto altrettanto interessante è la ricaduta dell’insegnamento in francese sui docenti stessi dato che le ore effettuate dalle stagiste si svolgono tutte  in compresenza con il docente titolare della classe. La compresenza con uno studente universitario francese è molto  apprezzata dai docenti stessi che ritengono utile anche per il loro aggiornamento linguistico e culturale questo continuo “bain linguistique”.  Inoltre, ad un secondo livello, la presenza di un giovane universitario specializzato nell’insegnamento del francese come lingua straniera può costituire per i docenti un ulteriore stimolo al confronto sulle tecniche didattiche e sui nuovi materiali da utilizzare in classe.

Sul piano pratico, al termine dei tre mesi di stage, in molte scuole gli allievi delle scuole primarie ricevono un attestato che dimostra la loro partecipazione all’iniziativa.

Le TICE

Il progetto “Il francese nelle scuole di montagna” permette inoltre, in alcuni casi fortunati, di sviluppare una didattica moderna che tenga conto delle nuove tecnologie. Si fa qui riferimento all’introduzione della lavagna interattiva installata a Demonte, nella Valle Stura, che consente il collegamento, durante la lezione con la lavagna interattiva, anche con altri plessi a distanza di circa 15 Km come la scuola di Piano Quinto. In questo caso la docente, Carine Aubin, specializzata nell’utilizzo delle TICE nell’ambito del Fle, tiene il suo corso con la classe a Demonte e interagisce contemporaneamente con la seconda classe a Piano Quinto che la segue dall’aula collegata. Questo tipo di insegnamento richiede una preparazione accurata della lezione, scandita minuto per minuto, perché bisogna gestire contemporaneamente due gruppi di allievi che hanno tendenza entrambi a  lasciarsi distrarre dalla parte tecnica, come ad esempio il microfono che viene passato da allievo a allievo. Non solo ma la lezione prevista deve essere basata su un alto grado di interattività, altrimenti risulta inutile il dispiegamento di tecnologia, e deve prevedere un forte elemento visivo da proiettare sulla lavagna visibile a entrambi i gruppi di allievi. Infine il docente deve avere una spiccata tendenza a moderare, animare, dare la parola, richiedere nuovi interventi, in modo dinamico e coerente. Nel caso di Demonte l’applicazione della lavagna interattiva è stata abbinata al collegamento con altre scuole fatto che richiede una maggiore attenzione concentrazione da parte del docente. Un breve filmato che riprende un corso interattivo fra Demonte e Piano Quinto è consultabile sul sito dedicato alle scuole di montagna. Le riprese sono state fatte in diretta quindi il tutto è autentico e non c’è costruzione a posteriori della lezione .

Il progetto in cifre

Per comprendere il grande impatto del progetto sul territorio sono sufficienti alcune cifre.

a.s. 2008-2009

Regione Piemonte

23

stages nelle C.M. della regione

24

classi partecipanti a ogni singolo stage

500

alunni circa coinvolti da ogni stage

10.000

Totale circa alunni coinvolti

Storica del progetto

23

stages a.s. 2008-2009   

17

stages a.s. 2007-2008

11

stages a.s. 2006-2007

Provenienza degli stagisti:

Francia     tutte le regioni con prevalenza delle regioni del Nord (Normandia, Bretagna, Alsazia, Parigi, Pas de Calais) e del Sud-Ovest (Pirenei, Aquitania, Dordogna)

Belgio

Svizzera

Isola della Réunion

Algeria

Australia